Firmata l’intesa per il rinnovo. Gli incrementi retributivi per 817mila collaboratori domestici spalmati su tre anni. Premiate le professionalità con certificazione
Via libera al rinnovo del contratto collettivo per 817mila collaboratori domestici. L’intesa è stata siglata il 28 ottobre 2025 dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, e dalle associazioni datoriali Fidaldo e Domina dopo oltre 2 anni di trattative.
Gli aumenti retributivi
Sul fronte economico, l’intesa prevede un aumento dei minimi salariali pari a 100 euro lordi a regime sul livello medio BS, che inquadra l’assistente di persone autosufficienti e le baby sitter.
Gli incrementi saranno corrisposti nell’arco di tre anni:
- 40 euro dal 1° gennaio 2026;
- 30 euro dal 1° gennaio 2027;
- 15 euro dal 1° gennaio 2028;
- 15 euro dal 1° settembre 2028.
Per quanto riguarda invece gli altri livelli di inquadramento di colf e badanti, l’aumento sarà riproporzionato con le stesse modalità e termini. «Una cifra», aggiunge una nota dei sindacati, «da sommare agli ulteriori 135,75 euro, frutto del recupero del costo della vita (indice Istat) avvenuto, secondo le previsioni del Ccnl, nel periodo 2021-2025». Agli stipendi così incrementati si applicherà poi la consueta rivalutazione annuale in base all’indice Istat sull’inflazione.
E’ stato inoltre previsto un riconoscimento economico per le lavoratrici che hanno investito nella propria formazione. Per le lavoratrici conviventi in possesso della certificazione UNI 11766:2019, viene infatti riconosciuto un incremento retributivo aggiuntivo di 30 euro mensili.
Le nuove tutele
Molte le novità sul fronte normativo. A cominciare dalla tutela della maternità e della paternità. Il nuovo contratto introduce infatti la possibilità per la lavoratrice di usufruire di un periodo di maternità facoltativa immediatamente successivo a quello obbligatorio, per una durata di quattro mesi non retribuiti. È inoltre previsto il diritto di paternità alternativo, che garantisce al lavoratore gli stessi diritti e le stesse modalità di fruizione, compreso il divieto di licenziamento salvo giusta causa.
Altra importante novità riguarda i permessi retribuiti. Il contratto prevede ora la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici domestici di utilizzare tali permessi anche nel caso in cui debbano assistere un familiare con disabilità grave. Poiché la legge 104 del 1992 non si applica al lavoro domestico, il Ccnl interviene così per offrire una tutela effettiva.
Le reazioni delle parte sociali
Soddisfazione è stata espressa in casa sindacale. «L’accordo costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento del valore sociale e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore domestico, figure essenziali nei servizi di cura di case, bambini, anziani, ma spesso invisibili», hanno dichiarato Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf.
«Insieme all’accordo», aggiunge il presidente di Assindatcolf Andrea Zini, «è stata sottoscritta anche una dichiarazione congiunta delle parti sociali che mira a potenziare il sistema della bilateralità, trasferendovi alcuni costi – socializzandoli – legati alla retribuzione. Un modo per non gravare unicamente sui singoli datori e per garantire maggiore equità verso i lavoratori».