Arrivano le linee guida per formare le figure professionali che si occupano di persone non autosufficienti
di Carla De Lellis
Assistente familiare tuttofare. Oltre a svolgere attività di assistenza personale a soggetti senza autosufficienza psicofisica, infatti, possono espletare anche acquisti, funzioni amministrative e tenere relazioni con gli operatori professionali per l’assistenza sociosanitaria. A stabilirlo è il decreto 19 settembre 2025, pubblicato sul sito del ministero del lavoro (rep. 153/2025), che, in attuazione all’art. 38, comma 1, del dlgs n. 29/2024, adotta le linee guida concernenti la definizione degli standard formativi degli assistenti familiari.
Chi è l’assistente familiare
Il decreto delinea, prima di tutto, la figura dell’assistente familiare: è un operatore che svolge attività di assistenza personale a soggetti primi di autosufficienza psicofisica, presso il loro domicilio, per promuoverne autonomia e benessere. Il ruolo è a 360 gradi, potendo espletare anche acquisti, compiti burocratici e tenere rapporti con chi presta assistenza sociosanitaria.
Le regole per la formazione
Oltre a definire il profilo professionale il dm disciplina l’offerta formativa necessaria a ottenere la qualificazione ufficiale di assistente familiare. La durata minima dei corsi è di 70 ore per il raggiungimento di standard formativi nazionali sulle competenze:
- tecnico-professionali (cura della persona, igiene, alimentazione, accompagnamento);
- salute e sicurezza (primo soccorso e prevenzione rischi domestici);
- personali e sociali (empatia, comunicazione, collaborazione);
- imprenditività;
- digitali;
- comprensione, conversazione e scrittura.