Le nuove strategie per tutelare la salute dei lavoratori alleggeriscono la burocrazia e investono sull’addestramento, anche con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale
Più formazione, anche pratica, e meno burocrazia per le imprese al fine di tutelare i lavoratori. È la direttrice presa dalle recenti riforme in materia di sicurezza sul lavoro. Le ultime novità, in ordine cronologico, riguardano l’introduzione dell’obbligo della formazione anche durante i periodi di cassa integrazione, con la conseguente sanzione della decadenza dall’ammortizzatore qualora il lavoratore beneficiario rifiuti di partecipare a corsi formativi. E poi l’introduzione dell’impiego di tecnologie all’avanguardia, quali simulazioni e sistemi d’intelligenza artificiale, finalizzate a elevare l’efficacia dell’addestramento. Lo spiega, tra l’altro, l’Ispettorato nazionale del lavoro nella nota n. 780/2026, con placet del ministero del lavoro, in cui fornisce le prime indicazioni sulle novità della legge n. 34/2026, in vigore dal 7 aprile 2026. In concomitanza della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, che si celebra il 28 aprile, arrivano anche i dati sulle ispezioni e sugli infortuni sul lavoro. L’Inl fa sapere che tra gli illeciti penali ostativi al rilascio del Durc, al primo posto compare proprio il fenomeno della «formazione e informazione» (per il 63,4% dei casi nel settore terziario, il 57,6% in agricoltura, il 51,9% nell’industria e per il 25,7% in edilizia).
Più formazione e addestramento
Con l’art. 10 della legge n. 34/2026, spiega l’Inl, è stato modificato il sistema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, orientato alla semplificazione per le Pmi e al potenziamento della formazione mediante strumenti innovativi. A tal fine, all’Inail è affidato il compito di elaborare modelli semplificati di organizzazione e gestione della sicurezza, finalizzati a ridurre gli oneri burocratici delle imprese di minori dimensioni. Una modifica sostanziale, aggiunge l’Inl, riguarda l’inserimento dell’obbligatorietà della formazione anche durante i «periodi di cassa integrazione guadagni, sia in caso di sospensione che di riduzione dell’orario di lavoro». Ciò è accompagnato dalla novità per cui «il lavoratore sospeso dall’attività lavorativa e beneficiario di una prestazione di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro (…) decade dal trattamento qualora rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione, ivi compreso quello in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, o non lo frequenti regolarmente senza un giustificato motivo». Relativamente alle misure per favorire la migliore formazione, la legge introduce l’impiego di tecnologie all’avanguardia, come simulazioni immersive, per aumentare l’efficacia dell’addestramento che deve essere effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. L’addestramento consiste nella prova pratica per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; include altresì l’esercitazione applicata per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento possono essere effettuati anche mediante l’uso di moderne tecnologie di simulazione in ambiente reale o virtuale e devono essere tracciati in apposito registro, anche informatizzato.
Infortuni in aumento
Le denunce d’infortunio sul lavoro pervenute all’Inail per il 2025 risultano, in via provvisoria, 598mila, con un incremento dell’1,4% – 8mila casi in più – rispetto alle 590mila dell’anno precedente. Un aumento contenuto da interpretare alla luce della crescita del mercato del lavoro, nonché nella distinzione tra lavoratori e studenti. A favore di questi ultimi, la legge n. 109/2025 (conversione del dl n. 90/2025), ha reso strutturale e permanente a partire dall’anno scolastico e accademico 2025/2026 l’estensione della tutela, nata come misura sperimentale nel 2023. Le denunce per gli studenti nel 2025 sono state quasi 81mila (pari al 14% del totale), in aumento del 3,8% rispetto al 2024 (3mila denunce in più). Al netto delle denunce degli studenti, per i soli lavoratori l’incremento si ferma all’1,0%: da quasi 512mila del 2024 a 517mila del 2025, quindi 5mila denunce in più. In sintesi, nel 2025 aumentano di oltre il 3% gli infortuni denunciati per studenti e quelli di lavoratori nel tragitto casa-lavoro-casa (fondamentalmente, cioè, per rischio da circolazione stradale), mentre più lieve (+0,5%) è l’incremento dei casi in occasione di lavoro.
Dal complesso delle denunce di malattie professionali ricevute dall’Inail nel 2025 risultano in aumento dell’11,3% rispetto all’anno precedente: 98.463 casi contro gli 88.499 del 2024.

L’attività di vigilanza
Nel corso del 2025 l’attività di vigilanza svolta nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha rilevato 89.851 violazioni penali e 3.630 violazioni amministrative. Nello specifico degli illeciti penali ostativi al rilascio del Durc (documento unico di regolarità contributiva), al primo posto compare il fenomeno della «formazione e informazione» per il 63,4% dei casi nel settore terziario, il 57,6% in agricoltura, il 51,9% nell’industria e per il 25,7% in edilizia.

Il Piano integrato per il 2026
Il «Piano integrato per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per l’anno 2026», approvato dal ministero del lavoro (decreto n. 20/2026), s’inserisce nel solco delle novità in materia di sicurezza introdotte dal dl n. 159/2025, convertito dalla legge n. 198/2025. Molte misure attendono ancora i decreti di attuazione, ma fanno parte dell’unico disegno di riforma voluto dal ministero del lavoro e finalizzato a rafforzare la sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alla formazione e prevenzione, ma anche con maggiore vigilanza e responsabilità da parte delle imprese. Si tratta di tanti interventi diretti a dare un segnale forte sia ai datori di lavoro (a quelli «che pensano di poter eludere il sistema delle regole a tutela dei lavoratori»), sia ai lavoratori tenuti a fornire il proprio contributo per migliorare la cultura della sicurezza.
L’attuazione del Piano, come anche nel passato, coinvolge anche l’Inail e l’Inl. Tra le attenzioni particolari, una è riservata al mondo della scuola, con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra ministero del lavoro, ministero dell’istruzione, Inail e Inl per la promozione della cultura della sicurezza nei percorsi scuola-lavoro.
Le nuove regole sulla formazione
Novità sono arrivate anche dal recente Accordo n. 59/2025, finalizzato a individuare durata e contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza. Di particolare rilievo è lo stop al cuscinetto di 60 giorni per l’erogazione della prima formazione ai lavoratori. Infatti, il datore di lavoro deve adesso erogarla all’atto dell’assunzione o dell’utilizzazione (in caso di somministrazione di lavoro), nonché al momento del trasferimento oppure del cambiamento di mansioni e anche al momento dell’introduzione di nuove attrezzature o tecnologie, di nuove sostanze e miscele pericolose. In questo modo, come è stato precisato dal ministero del lavoro in una Faq proprio sull’Accordo n. 59/2025, deve ritenersi superata la prassi di procrastinare fino a due mesi il momento di erogazione della formazione dei lavoratori (prassi ereditata dal precedente Accordo del 2011).