Manovra, super sconto fiscale sui premi di risultato

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Imposta sostitutiva dell’1% fino a 5mila euro lordi di bonus. Tutte le misure previste per sostenere i salari e ridurre il lavoro povero

Super-sconto fiscale sui premi di produttività. Pagheranno, infatti, l’imposta sostitutiva all’1%, dal prossimo anno 2026. Lo ha annunciato, ieri, il premier, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri che ha approvato il ddl bilancio 2026. La manovra, ha spiegato la Meloni, stanzia 1,9 miliardi sui salari e contro il «lavoro povero». La novità fa coppia con l’incentivo fiscale legato agli aumenti retributivi corrisposti dal 1° gennaio 2026 per effetto di rinnovi contrattuali: si pagherà il 5% di Irpef, anche sugli aumenti scaturiti dai rinnovi contrattuali di quest’anno. Vediamo le principali novità annunciate.

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Le novità per i fringe benefit

Nell’anno 2026 i premi di risultato saranno tassati all’1% per l’importo complessivo di 5mila euro lordi. La parte eccedente pagherà la tassazione ordinaria. Attualmente, si ricorda, è già prevista la riduzione dal 10% al 5%, per le somme erogate negli anni 2025, 2026 e 2027, dell’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’Irpef applicabile ai premi di produttività (detti anche di risultato) e sulle quote di partecipazione agli utili dell’impresa.

L’agevolazione spetta ai lavoratori titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore (nell’anno precedente) a 80 mila euro. La detassazione (cioè l’applicazione della tassazione con imposta sostitutiva al 5% in luogo di Irpef e addizionali regionali e comunali) è possibile fino a un importo di 3.000 euro lordi annui. E si ricorda, inoltre, che, attualmente, sulle stesse tipologie di erogazioni (premi produttività), opera anche una decontribuzione fino a massimo 800 euro con l’aliquota IVS (è quella finalizzata alla pensione del lavoratore) ridotta del 20% per la quota a carico del datore di lavoro e del 100% (cioè non è dovuta alcun contributo) per quella a carico del dipendente.

Meno tasse sulla paga

Lo sconto fiscale, come accennato, si applicherà agli incrementi retributivi previsti dai rinnovi contrattuali sia futuri (dall’anno 2026) sia passati (durante il corrente anno 2025): Irpef al 5% limitatamente ai dipendenti con un reddito fino a 28 mila euro ( è la soglia di reddito che non è coperta dall’altra misura fiscale, legata alla riduzione strutturale dell’aliquota Irpef). La misura fa coppia con quella, sempre fiscale, relativa alle maggiorazioni e indennità per lavoro straordinario, notturno, a turno e festivo su cui, sempre nell’anno 2026, si pagherà un’imposta del 5% sostitutiva dell’Irpef ordinaria (35-40%).

Isee e prima casa

Altra novità riguarda l’Isee. Ai fini dell’accesso ad alcune prestazioni agevolate, la Manovra 2026 potrebbe prevedere una revisione della disciplina per il calcolo dell’Isee, che interviene sul valore della prima casa. Attualmente, si ricorda, la casa di abitazione ha già una franchigia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Bonus mamme

Ultima novità riguarda le mamme lavoratrici. Dal prossimo anno, infatti, l’attuale bonus di 40 euro mensile dovrebbe salire a 60 euro. Alle lavoratrici con due figli, il bonus spetta fino al mese in cui il più piccolo spegne 10 candeline; a quelle con più di due figli (almeno tre), fino al mese in cui il più piccolo compie la maggiore età (18 anni). Il bonus spetta alle lavoratrici dipendenti, escluse le domestiche, a quelle autonome iscritte all’Inps (artigiane, etc.) o alla gestione separata Inps (professioniste senza cassa) o a una cassa professionale (avvocati, notai, etc.), a condizione di avere un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua. Il bonus, oggi, ha una taglia unica: 40 euro mensili, non soggetto a tassazione, né a prelievo contributivo, e non rilevante ai fini Isee. Spetta per tutto l’anno 2025, a domanda della lavoratrice, con erogazione a dicembre in unica soluzione.