Contributi azzerati fino a 2 anni per contratti a tempi indeterminato. Bonus alle aziende che agevolano il part-time dei dipendenti genitori. Ecco le misure a sostegno delle famiglie
di Carla De Lellis
Il bonus assunzioni
L’assunzione di donne, madri di almeno 3 figli di età minore di 18 anni, prive di un impiego da almeno sei mesi, darà diritto al datore di lavoro all’esonero contributivo, della quota a proprio carico (100%) fino a 8.000 euro annui, con esclusione dei premi Inail. È fatto salvo l’accredito dei contributi ai fini pensionistici per la lavoratrice.
Lo sgravio spetterà:
- per 24 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato;
- per 12 mesi in caso di assunzione a termine o in somministrazione;
- per 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un’assunzione a termine.
L’incentivo si applicherà al solo settore privato, con esclusione dei rapporti domestici e di apprendistato. Non sarà cumulabile con altre agevolazioni, ma soltanto con la maggiorazione del costo ammesso in deduzione (il c.d. super bonus fiscale).
Part-time agevolato
Dal 1° gennaio 2026, il datore di lavoro che darà priorità alla lavoratrice o al lavoratore con almeno tre figli conviventi – fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo o senza limiti di età nel caso di figli disabili – alla trasformazione di un contratto a tempo pieno a tempo parziale avrà diritto a sconti contributivi. Per un periodo massimo di 24 mesi, infatti, potrà non versare i contributi a proprio carico, con esclusione dei premi Inail, fino a 3.000 euro annui. Nessuna conseguenza negativa ci sarà per la pensione dei lavoratori.
Il bonus non si applicherà ai rapporti di lavoro domestico e a quelli di apprendistato e non sarà cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive, mentre sarà compatibile senza alcuna riduzione con il super bonus fiscale.
Bonus mamme
Da gennaio 2026 salirà il bonus mamme: da 40 a 60 euro mensili. La decontribuzione, prevista dalla Manovra 2025 (ma mai disciplinata) e già rinviata al 2026, invece, viene ulteriormente procrastinata al 2027. Il bonus, per l’anno 2026, spetterà alle lavoratrici madri dipendenti, con esclusione delle domestiche, anche alle lavoratrici madri autonome, nonché alle professioniste anche se iscritte a casse di previdenza. Il bonus, che sarà riconosciuto dall’Inps a domanda, non pagherà tasse ne contributi e non rileverà neppure ai fini dell’Isee.
La disciplina sarà diversa a seconda del numero dei figli. Alla lavoratrice con:
- due figli, il bonus spetterà fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio e a condizione di avere un reddito da lavoro fino a 40.000 euro annui;
- più di due figli, il bonus spetterà fino al mese di compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, a condizione: di avere un reddito da lavoro fino a 40.000 euro annui; che il reddito da lavoro non consegua da attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato; e, in ogni caso, per ogni mese o frazione di mese durante il quale non ci sia stato rapporto di lavoro a tempo indeterminato.