Bonus mamme 2025, i 40 euro non sono per tutte

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C’è tempo fino al 9 dicembre per richiedere l’incentivo destinato alle lavoratrici dipendenti o autonome con almeno due figli. Ecco i requisiti per ottenerlo

Un aiuto alle mamme

Il nuovo bonus mamme ha sostituito, per quest’anno 2025, la c.d. decontribuzione mamme che, prevista dalla Manovra 2025 (legge n. 207/2024), non è mai diventata operativa, in una storia infinita di novità, di proroghe e di smentite delle misure a favore della natalità. Il dl n. 95/2025 ha rinviato l’operatività della decontribuzione all’anno prossimo e ha previsto, in sostituzione, il nuovo bonus mamme. La bozza di Manovra 2026 stabilisce ancora un rinvio della decontribuzione, dal 2026 al 2027, e al contempo un incremento del bonus mamme da 40 a 60 euro mensili per l’anno 2026.

Le condizioni

Il nuovo bonus mamme, relativamente all’anno 2025, spetta a tre condizioni: numero di figli; attività di lavoro; reddito da lavoro.

Almeno due figli.

Prima di tutto, per aver diritto al bonus, la lavoratrice deve essere madre:

  • di due figli, il più piccolo dei quali d’età inferiore a 10 anni,
  • di tre o più figli, il più piccolo dei quali d’età inferiore a 18 anni.

Nel calcolo dei figli si tiene sempre conto anche di quelli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito del numero di figli deve sussistere al 1° gennaio 2025 e/o può essere perfezionato entro il 31 dicembre 2025.

Attività di lavoro.

La lavoratrice madre, in secondo luogo, deve essere titolare di rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, con esclusione del lavoro domestico; oppure deve essere una lavoratrice autonoma iscritta a qualunque gestioni previdenziale dell’Inps, compresa la gestione separata, o a qualunque cassa professionale. Hanno diritto al bonus anche le lavoratrici intermittenti o in somministrazione.

Il diritto al bonus sussiste nei soli mesi di vigenza del rapporto di lavoro nell’anno 2025, con esclusione dei periodi di sospensione. Per le lavoratrici autonome, il bonus spetta solo per i mesi d’iscrizione alla cassa o fondo di riferimento nell’anno 2025. Per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, spetta per i periodi di effettiva attività lavorativa di competenza dell’anno 2025. E qui c’è una bella differenza tra professioniste: quelle iscritte a una cassa professionale non devono provare di svolgere attività lavorativa, per aver diritto al bonus mamme; quelle iscritte alla gestione separata, invece, hanno diritto al bonus mamme per i soli mesi di attività.

Le mamme con tre figli.

Le lavoratrici madri con tre o più figli sono escluse dal nuovo bonus mamme se sono assunte a tempo indeterminato, perché, in tal caso, hanno diritto a un altro bonus, fino al 31 dicembre 2026: l’esonero (del 100%) dei contributi pagati in busta paga (in genere pari al 9,19%). Il rapporto di apprendistato è considerato un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Quindi il nuovo bonus mamme, nel caso di lavoratrici dipendenti con tre o più figli, spetta soltanto a quelle assunte a tempo determinato (cioè a termine). In presenza di diversi rapporti di lavoro nel 2025, a termine e a tempo indeterminato, il bonus non spetta per i mesi in cui il rapporto è a tempo indeterminato.

Tutto fa reddito.

Infine, terza e ultima condizione: il diritto al nuovo bonus mamme spetta se la somma dei redditi da lavoro, autonomo e dipendente, rilevanti ai fini del calcolo delle imposte per l’anno 2025, non supera 40.000 euro.

La domanda e il bonus

Il nuovo bonus mamme è erogato dall’Inps a domanda dell’interessata da presentare, online, entro 40 giorni a partire dal 28 ottobre. Quindi entro il 9 dicembre (il 7 e l’8 sono festivi). Nella domanda va indicata anche la modalità di pagamento prescelta tra accredito su c/c con IBAN o con bonifico domiciliato. Le lavoratrici che perfezionano i requisiti successivamente al 9 dicembre possono presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026. Il bonus, che è pari a una somma non imponibile ai fini fiscali e contributivi, né rilevante ai fini Isee di 40 euro mensili, per le mensilità spettanti da gennaio a novembre sarà erogato a dicembre in unica soluzione. Il bonus sarà erogato a dicembre compatibilmente con la data di presentazione della domanda, altrimenti entro il mese di febbraio 2026 se presentata in tempo non utile all’erogazione di dicembre 2025, comunque entro il 31 gennaio 2026, per un importo mensile di 40 euro per un massimo di 12 mensilità.